BLOG POESIA del CORRIERE DELLA SERA

February 21, 2014

al Caffè San Marco (via Battisti 18) , l’associazione Iniziativa Europea (presidente Augusto Debernardi) presenta Incontro con la poesia. L’appuntamento è con i poeti Claudio Grisancich e Marina Moretti. Il tema dedicato è Mito e memoria.Propongo la lettura di questa poesia di Marina Moretti, tratta dalla raccolta Atlantidi (ellerani, 2010, pagg. 75, euro 12):Big -bangPuò avvenire imprevistoin autostrada il ventoche disgrega il paesaggiocome un soffione toccato dalla bora dai recessi disserratila grammaticainalbera una coda di stellasu un universo nuovo i capannoni gli alberi le casesi fanno vivi dal buio come perdutii Tir incombono con occhi di lupo allora la lingua inargentae le parole oscillano come fiaccole di fuocosopra il paesaggio immacolatoin attesa Marina Moretti Questa poesia, come quasi tutte della consistente scia creatrice di Marina Moretti (Creature d’un giorno, 2002; La vita al margine, 2006; Atlantidi, 2010), nella sua linearità appena contrastata da qualche verso tronco, evidenzia una percezione non filtrata da ragionamenti. La poesia di Moretti nasce da flussi spontanei di emozioni suscitati da eventi, sguardi, incantamenti, turbamenti, e si forma in liane verbali, già decorate ab inizio e non più ritoccate. Una volta si parlava di spontaneità. Oggi forse bisogna definirla disponibilità a sorprendersi. Il paesaggio e l’orizzonte di Moretti si unificano in un luogo del cuore e della mente: Trieste. E la mnemosi della poetessa non può non ravvivare storia e storie di una città che appare oggi archeologica prima che contemporanea. Ma non si tratta di quell’amore viscerale che spesso attanaglia i poeti al luogo d’origine. Piuttosto per lei è un’appartenenza culturale, inalienabile, vitale, anche se talvolta irritabile. Ma non c’è nella sua poesia invettiva né rancore. C’è invece una progressiva tenerezza per un mondo vagheggiato e inarrivabile che nel presente ha rinunciato sicuramente alla bellezza, ma che sopravvive erroneamente orgogliosa tra vestigia e decadimenti. Poesia emotiva, in una narrazione quasi elegiaca, in una lingua semplice, pulita, indicativa di un’eleganza mentale. E tra i testi si insinua una leggera ironia, più affettuosa che corrosiva. Delicatezza di una poetessa che non vuole strabiliare, ma suggerire possibili malinconie e soprattutto possibili incanti. (o.ross.)

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