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RIARTECO a FIRENZE

RIARTECO

Ricordiamo con piacere l’appuntamento fiorentino dedicato all’arte ecologica che quest’anno arriva alla sua settima edizione. L’evento, promosso dall’associazione “POP - point of presence”, si svolge di nuovo presso la Biblioteca delle Oblate (FI) dal 14 al 21 maggio prossimi: l’ingresso è gratuito. Una mostra consigliata non solo agli appassionati d’arte che hanno a cuore i temi ambientali, ma proprio a tutti: RiartEco si propone come una riflessione complessiva sui nostri stili di vita e consumo, incluse le politiche pubbliche dal riciclo ai rifiuti cosiddetti “zero”.

Anteprima della presentazione di Angela Marchionni

Sono la curatrice del libro LIBERAMENTE FRANTE, poesia suoni visioni di sedie in libertà, in mostra in questa sede. Innanzi tutto, ringrazio chi ha offetto l’occasione perchè questo lavoro fosse reso fruibile sia come veicolo di bellezza che di senso che il rifiutare possiede. Per primi ringrazio gli organizzatori di Riarteco, poi Benedetta Jandolo di ADDA, Associazione donne d’arte e Govoni Lucia di ArteinEssere che all’Arena Orfeonica nel settembre 2013 organizzarono Assediare l’Arte, chiamando a raccolta una ventina di artiste/i a sostegno dello storico centro cultuale a rischio chiusura, sito in pieno centro nel quartiere S Vitale di Bologna.

Per i particolari delle sedie ringrazio Amato Maria Agata per Regina fashion chair Ara Marco per Omaggio al sole Benatti Wanda per la sedia di Reena C Bergamini Luisa per La sedio Bertacchini Alessandro per Non sedersi sui ricordi Candini Manuela per Autunno Caranti Antonio per Paglia che impaglia Caravita Lamberto per Brain Chair Corsitto Carmela per Essenza indecifrabile Costa Roberto per L'arringatore Faedi Franca per Help Ferrara Roberta per Morte dell'anima Govoni Lucia per Schierarsi ad arte Jandolo Benedetta per Chiacchiere Mirri Alessandro per Sit down please! Nanni Stefano per Uban Chair Ricci Rossella&Preda Cristina per Topolini assediati Rostagno Letizia per Senza tema Schiumarini Gianni per Con-tradizione Zanardi Valentina per Staticità dinamiche.

Ringrazio per i testi Daniela Domenichini: “siedo, desio sinapsi foriere di scintille di pensiero” e Marina Moretti: “è ineluttabile che qui si faciano scelte da dei”, Greta Schöd per l’opera originale, Letizia Rostagno per le fotografie, Roberta Ferrara per il miniato. Il libro è unico in due formati, a leporello (ad organetto, per intenderci) 20x20 cm e a schede 40x40 cm.

Queste "superbe sedute” perso il valore d’oggetto d’uso assurgono a simbolo di libertà che non s’adegua alla legge che mina il pensiero critico, patrimonio del vivente che ridà dignità sia all’essere che all’oggetto, in quanto entrambi creature dell’umano con piena dignità di relazione creativa, prima che d’uso. E sono anche oggetti di libertà capaci di accettare il fine vita, simboli dunque di quanto è capace di trasformarsi in altra forma di vita. All’Arena Orfeonica, dicevo, questa mostra apriva la sua azione di “recupero dignità” ad oggetti che dismessa la loro funzionalità erano recuperati all’arte.

Colpita dalla bellezza dell’insieme, penso di storicizzare l’evento raccogliendo in un catalogo i particolari di ognuna, legandoli al ricordo del gesto semplice di Rose Parks che a Montgomery, nel 1955, semplicemente sedendosi è arrestata e da quel momento la segregazione razziale subisce un colpo decisivo. Come spesso fanno i gesti più semplici, spalancando prospettive pensate impraticabili perché non immediatamente visibili. Un po’ come le vene in cui scorre il sangue di cui nessuno ha percezione visiva se non quando si versa e allora il rosso colpisce la consapevolezza del suo valore come un fiume in piena. (Anche le guerre nascono da gesti semplici, perché diventano simbolici).

Mi auguro che altri gesti semplici nascano dalla dignità delle persone che non antepongono alle proprie necessità le necessità del mercato, moltiplicatore di illusioni di lavoro o benessere a scapito della verità moltiplicatoria di povertà diffusa, basata sull’incantesimo del denaro che moltiplica le illusioni creando ad hoc sete di merci inutili che bloccano le azioni di dignità elementare dei viventi: il cui solo bisogno è quello irrinunciabile di avere relazioni dignitose e felici.

Ed è proprio il rifiuto (inteso in tutti i sensi: come rifiuto della mercificazione umana, nel lavoro come nel sesso, come nella fiducia data senza controllo), che ci salverà dall’impasse dell’accumularsi dei rifiuti.

Termino leggendo la poesia di Marina Moretti (Associazione Iniziativa Europea) impegnata anche oggi a scuola:

“nostalgia del seggio di Iside, abbandono del trono in excelsis - il Pantocrator scende gli scalini coi suoi cherubini - sogno del parlamento vuoto, sedie rosse in attesa della democrazia, il signore del male in poltrona davanti al video, nuove cattedre nelle nuove chiese profumate di banconote, le aule prive di maestri sono sedute di burocrati, accanto ai letti dei moribondi sempiterni in visita - è ineluttabile che qui si facciano scelte da dei, sugli uomini e sugli orli panatenaici della necessità di cui nessuno parla - l’infanzia aveva sedie di paglia fuori della porta, la giovinezza sedili rovesciabili in faccia alle stelle, adesso amo sedere in tondo e conversare lieve con le ombre”.

Angela Marchionni

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